Mille Miglia: l’edizione 2017 nel territorio del Chianti Classico

Per il suo novantesimo compleanno la Mille Miglia, celebre corsa di regolarità riservata alle auto d’epoca, attraverserà il territorio del Chianti Classico, sede di Villa Trasqua – azienda vinicola socia del Consorzio – che è official wine sponsor della manifestazione sportiva.

Il territorio di produzione del vino Chianti Classico, che lo scorso anno ha celebrato il Trecentesimo anniversario dalla sua prima delimitazione ufficiale, avvenuta con il Bando di Cosimo III de Medici del 1716, è da tempo infatti luogo prediletto per raduni ed eventi sportivi di grande rilievo.


Dopo aver ospitato, nelle colline fra Greve e Radda in Chianti, la nona tappa del Giro d’Italia 2016, la prima intitolata con il nome stesso del vino ivi prodotto, Chianti Classico Stage, il 2017 vede dunque il passaggio di un altro evento di portata internazionale.

La trentacinquesima edizione rievocativa della Mille Miglia si svolgerà da giovedì 18 a domenica 21 maggio, in quattro tappe con partenza da Brescia, arrivo a Roma e ritorno, e vedrà la partecipazione di 440 vetture d’epoca di straordinario valore storico, tecnico e sportivo.

“La nostra innata passione per le sfide ci ha portato a scommettere sulla Mille Miglia – dichiara Alan Hulsbergen di Villa Trasqua – la competizione d’auto d’epoca più bella del mondo che coniuga tradizione, innovazione e orgoglio italiano, valori che rappresentano anche la nostra azienda e il nostro vino”.

Alberto Piantoni, amministratore delegato di 1000 Miglia Srl – l’azienda che organizza e promuove la corsa per il quinto anno consecutivo – ha sottolineato come “la tappa nel territorio del Chianti Classico sarà per tutti i partecipanti motivo di gioia e di conoscenza di una delle zone più dense di bellezza e cultura d’Italia”.

“Il passaggio nel Chianti di questo museo viaggiante unico al mondo, come definiva Enzo Ferrari la Mille Miglia – afferma Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico – rappresenta per noi una vetrina di fondamentale importanza per il turismo, la cultura, la conoscenza del vino e la consapevolezza delle ricchezze paesaggistiche e ricettive che possiamo offrire”.

La Mille Miglia torna nel cuore della città

La Mille Miglia torna in Bra

Dopo due anni di lontananza, la Mille Miglia 2017 tornerà ad attraversare Verona e lo farà in grande stile. Grazie all’impegno dell’Automobile Club Verona e alla fondamentale collaborazione del Comune di Verona, la Freccia Rossa transiterà da Piazza Bra nel pomeriggio di giovedì 18 maggio, a partire dalle 16:30 circa. Confermato anche il passaggio, precedente alla Mille Miglia, del tributo Ferrari e Mercedes che anticiperà poi la gara vera e propria.

Lo spettacolo in Piazza Bra inizierà quindi intorno alle 15. L’Automobile Club Verona, per celebrare questo gradito ritorno, ha organizzato un passaggio senza precedenti come mai era successo nella nostra città. I concorrenti, infatti, affronteranno proprio in Piazza Bra i primi rilevamenti cronometrici validi per la classifica dell’evento, aggiungendo pathos e spettacolo per il pubblico veronese. Le vetture arriveranno a Verona da Corso Porta Nuova, sfileranno sotto l’orologio e quindi entreranno in Bra dal Liston, attraversando un arco che sancirà l’ingresso nell’area di rilevamento tempi. A questo punto dovranno confrontarsi con i primi pressostati, ovvero dei tubi in gomma posizionati lungo il perimetro dei giardini che rileveranno al centesimo di secondo la precisione di passaggio. Terminata questa sfida, i concorrenti usciranno dal lato di Palazzo Barbieri e proseguiranno da Via degli Alpini la loro marcia verso Padova dove si concluderà la prima tappa.

Unica anche l’offerta proposta a pubblico e appassionati. Due saranno infatti le possibilità per assistere al passaggio da posizione privilegiata organizzate dall’Automobile Club. La scalinata di Palazzo Barbieri, diventerà una tribuna naturale per assistere allo spettacolo in posizione esclusiva e sopraelevata. Per tutti gli appassionati che sceglieranno la scalinata (orario di apertura 14) l’accesso sarà comprensivo di una consumazione. Da questa posizione, grazie a dei segnalatori luminosi, sarà inoltre possibile conoscere in diretta i tempi realizzati dai concorrenti. Il pass di accesso è già disponibile a €10 (+ diritti di prevendita).

Le due esclusive aree lounge allestite una di fronte al Liston davanti alla statua di Vittorio Emanuele, l’altra di fronte all’Arena con alle spalle i giardini, saranno le altre due alternative disponibili per godersi in prima fila lo spettacolo. Qui saranno allestiti dei salottini affacciati proprio sul passaggio e sarà servito un buffet a partire dalle 13 sino al termine dell’evento. I posti per queste due zone sono limitati, ma i pass in prevendita sono già disponibili. Le prevendite sono attive presso la sede AC Verona di Via della Valverde, le delegazioni di Verona Sud, San Giovanni Lupatoto, Bussolengo, San Pietro in Cariano, Bardolino, Peschiera del Garda, Villafranca e le agenzie di B.go Milano – Via Meloni e B.go Trento – Piazzale Stefani.

http://www.larena.it

A Palazzo Callas la storia di Mille Miglia e Om Brescia

(red.) La macchina da corsa The racing car 90 anni di Mille Miglia e 100 anni di OM a Brescia Immagini dall’archivio fotografico Negri. 8 Aprile – 2 Luglio 2017. L’inaugurazione si terrà sabato 8 Aprile alle ore 17.30.

27 marzo 1927: sono da poco passate le due del mattino quando la OM 665 Superba, guidata da Nando Minoja e Giuseppe Morandi, taglia il traguardo della prima Mille Miglia. Quel giorno nasce un mito, la Mille Miglia, la Freccia Rossa che oggi compie 90 anni. Sotto lo stesso striscione d’arrivo prende vita un’altra leggenda, la OM – Officine Meccaniche di Brescia – che si aggiudica l’intero podio grazie alle sue potenti macchine da corsa che vincono in tutto il mondo.

Il 2017 segna i 100 anni di OM a Brescia: non solo una fabbrica d’auto ma una vera protagonista della storia economica e sociale bresciana. La mostra fotografica allestita a Palazzo Callas Exhibitions, con le immagini dell’Archivio Storico Negri, consente di respirare l’inizio di un’epopea fatta di tecnologia e velocità, miti ruggenti e sfide epiche.

Palazzo Callas Exhibitions aperto tutti i giorni: 10.30 – 12.30 e 16.30 – 19.00 Venerdì e Sabato aperto fino alle 22.00 Chiuso il Lunedì, esclusi i festivi Ingresso libero.

Redazione http://www.quibrescia.it

Il racconto della corsa più bella del mondo Brescia

Fotografia di www.ilariapoli.com

Fotografia di www.ilariapoli.com

Potrebbe sembrare frutto di un accordo fra Comitato Organizzatore e Padreterno la regolarità con la quale ,il giorno della partenza, spesso piove, quasi a voler rendere più eroico per i piloti e più divertente per il pubblico l’inizio dell’impresa. I detrattori della manifestazione, invece, soprattutto i pendolari automuniti che risentono delle inevitabili conseguenze che l’invasione delle storiche auto della Mille Miglia produce sul traffi co in ogni parte della Città, sono portati a credere che la pioggia sia giusta conseguenza delle loro maledizioni. In ogni caso – e pioggia o no – quando nel tardo pomeriggio del venerdì la corsa inderogabilmente parte dai Giardini Rebuff one di Viale Venezia gran parte della Città si mobilita per assistervi. La Mille Miglia ha il fascino indiscutibile delle belle signore che sono state femme fatale. Di quelle donne che in anni ormai lontani avrebbero potuto far cadere uomini, tremare fortune economiche, causare ribaltamenti politici. Alcune fra di loro, quelle che non hanno accettato che il Tempo le mettesse da parte, sono diventare rancorose, come drammaticamente fu per, esempio, Virginia Oldoini, Contessa di Castiglione – e cugina di Cavour- le cui notti d’amore con Napoleone III modifi carono il corso della Guerra di Crimea. Le altre, le mature cocotte che hanno saputo adeguarsi al trascorrere degli anni imparando ad indossarne le off ese con lo stesso stile con cui in precedenza hanno portato per il Mondo la bellezza e la seduzione, bé, sono le privilegiate che mantengono del tutto inalterata la loro aura e possono perciò continuare a provocare emozioni della stessa intensità di una volta, anche se di diversa natura, in vecchi e nuovi ammiratori. Così è per “La Corsa più bella del Mondo”, che in realtà è diventata una gara di regolarità e una rievocazione storica e si sviluppa, perciò, con criteri piuttosto lontani da quelli dei suoi inizi. Quando Aymo Maggi, Renzo Castagneto,Giovanni Canestrini e il clarense Franco Mazzotti esattamente novant’anni fa, si inventarono la Mille Miglia, non erano certo ignari dei proclami rivoluzionari che solo pochi anni prima erano stati proposti dal Manifesto Futurista di Marinetti: “Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità”, oppure: “Noi aff ermiamo che la magnifi cenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.”, o ancora: “Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.” (si noti che automobile era sostantivo maschile e la pratica di guidare indiscutibilmente virile) In un articolo de La Stampa del 27 marzo 1927 troviamo defi nito con precisione l’evento e lo spirito che animava i suoi pionieri: “…Mille Miglia: suggestiva frase che indica oggi il progresso dei mezzi e l’audacia degli uomini. Corsa pazza, estenuante, senza soste, per campagne e città, sui monti e in riva al mare, di giorno e di notte. Nastri stradali che si snodano sotto le rombanti macchine, occhi che non si chiudono nel sonno, volti che non tremano, piloti dai nervi d’acciaio.» Lo Spirito della Corsa, l’ Ardimento dei piloti e l’Ammirazione del Pubblico ci vengono raccontati nell’ Amarcord, di Fellini. A me informazioni analoghe pervengono dai ricordi d’infanzia di Luigi,un amico oggi anziano, che all’epoca abitava a Pontevico. Provenienti da Cremona i bolidi era proprio attraversando gli ampi campi di quel Comune che entravano in territorio bresciano. Luigi mi dice dell’emozione dei bambini di allora – privi dei divertimenti e delle molteplici novità che perseguitano l’infanzia di oggi – che si rincorrevano dietro alle balle di fi eno disposte lungo i tratti più pericolosi, in trepidante attesa che passassero quei mostri splendenti e manovrati da eroi in larga parte dai nomi sconosciuti. C’erano gli adulti a sorvegliarli svogliatamente e più per passare il tempo che altro si impegnavano nella ricerca di notizie frammentarie: erano approssimativi gli orari del passaggio, del tutto sconosciute le classifi che provvisorie, i tempi. Le caratteristiche tecniche dei mezzi potevano talvolta anche essere enunciate da qualche sapientone, ma diffi cilmente venivano comprese appieno dagli astanti. Ma la confusione sollecitava risate, qualche eccesso alcolico, talvolta isolate licenze favorite dall’oscurità. Spesso spuntava una fi sarmonica e partivano le cantate. I nomi dei piloti, salvo alcuni che erano già divenuti leggendari, non erano noti agli adulti, se non a quelli che proprio erano specialisti sfegatati. Ce n’era uno però che era famoso da quelle parti, perché il suo cognome era la parola più usata intorno all’ora di pranzo in tutte le osterie della zona, una delle quali era proprio del papà del mio amico. Si chiamava Campari, ed era della dinastia dei produttori del noto e intramontabile aperitivo tuttora regnante, quel pilota. Il mio amico sostiene – mentendo come un guascone – che proprio nell’osteria del padre, venne inventato il “Campari in due col bianco”. Guidava, il Campari, un’Alfa Romeo e per via della frequentazione quotidiana così insolita con tutti i bevitori locali, godeva del tifo della maggior parte dei pontevichesi a prescindere, anche se non credo che questo abbia mai interferito con le sue prestazioni. Ad alimentare la partigianeria dei bambini c’era anche la fantasia di Luigi che assicurava che una volta “el sior Campari l’è pasat ‘na sera, en incognita, a saludà el me gubà” per ringraziarlo dell’invenzione. Ogni volta che vado a fare un giro, alla punzonatura dei veicoli – che sono ormai veri e propri patrimoni su ruote – dalle parti di Piazza Vittoria, mi accorgo che è sempre più complicato muoversi persino a piedi, come, nemmeno alla fi era d San Faustino. Sono numerose le zone off limits per coloro che non abbiano, appeso al collo, il pass che è anche un po’ uno status symbol. Eppure, è un’intera umanità fatta di belle ragazze vestite bene e signori dal casual azzimato, spesso col cappellino con il logo della corsa in bella vista, famiglie con bimbi al seguito, curiosi , pensionati, gente comune, insomma, quella che si muove agilmente nel baillame costituito ormai anche da sponsor sempre più essenziali per tener su tutto quello spettacolo che nessuno vuole mancare. La passerella di vecchie signore orgogliose e seducenti è ancora in grado di suscitare passioni e di accendere fantasie. Di illuminare nostalgie.

di Roberto Bianchi (http://www.bresciaoggi.it/home/cultura/i-racconti-di-roberto-bianchi)

Alfa, Lancia e Fiat per i 90 anni della Mille Miglia a Techno Classica

Alfa Romeo RL SS alla Mille Miglia 1927


Il Gruppo FCA sarà presente ad Essen con una rassegna di automobili che hanno fatto la storia della Mille Miglia in questi novant’anni
Era il 26 marzo 1927, stava per partire la prima edizione della Corsa più bella del mondo, la Mille Miglia. Il Gruppo FCA ha deciso di ricordare questa ricorrenza con una partecipazione speciale all’edizione 2017 di Techno Classica ad Essen. In mostra, infatti, ci saranno alcune vetture che hanno partecipato e vinto.

Tutti e quattro i marchi italiani rappresentati dal Dipartimento si sono distinti nella leggendaria competizione, ma il ruolo più importante lo ha giocato senza dubbio Alfa Romeo, che anche per quest’anno sosterrà la rievocazione della “Freccia Rossa” in qualità di automotive sponsor. Il marchio del Biscione ha infatti scritto alcune delle pagine più significative della sua storia sportiva con le leggendarie vittorie alla Coppa delle Mille Miglia, di cui detiene il record imbattuto di 11 successi, 7 consecutivi dal 1932 al 1938.

L’esposizione Alfa Romeo si compone quindi della RL SS Mille Miglia – prima vettura del marchio a partecipare alla Mille Miglia, nel 1927 – affiancata dalla leggendaria 8C 2300 Spider Corto Mille Miglia, che conquistò il primo gradino del podio nelle edizioni del 1932 e nel 1933, quest’ultima con al volante il “mantovano volante” Tazio Nuvolari.

A rappresentare gli allori sportivi di casa Lancia la Aurelia B20 GT 2000 – che nel 1951 conquistò il secondo posto assoluto e la vittoria di classe – insieme alla straordinaria D24 Sport, vittoriosa nell’edizione del 1954 e concessa in prestito per l’occasione dal Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.

Completano l’esposizione la Fiat 1100 S – che conquistò quattro delle prime dieci posizioni nell’edizione del 1947 per poi classificarsi terza assoluta l’anno successivo – e la Fiat Abarth 750 Coupé Zagato, che fece il suo esordio sportivo durante il G.P. di Monza nel marzo del 1956 e si distinse nella Mille Miglia dell’anno successivo conquistando la vittoria di classe.

Redazione http://www.automobilismodepoca.it

Chopard Mille Miglia, creato il più esclusivo

29 marzo 2017 – Per il novantesimo anniversario dell’evento, la Maison svizzera propone un modello in oro rosa in tiratura limitata a 90 esemplari


La novantesima edizione della Mille Miglia, la più celebre tra le rievocazioni storiche dell’automobilismo, partirà il 18 maggio per la prima tappa Brescia-Padova, proseguendo il giorno successivo da Padova a Roma, il 20 maggio si andrà da Roma a Parma con infine il 21 il ritorno a Brescia. Saranno 695 le auto schierate alla griglia di partenza con equipaggi provenienti da 41 Paesi del mondo. I veicoli, per essere ammessi, devono essere necessariamente stati prodotti tra il 1927 e il 1957.
A partire dal 1988, Chopard ha voluto accompagnare ciascuna edizione dedicandone anno dopo anno un nuovo orologio a tiratura limitata. La collezione Mille Miglia comprende i modelli Mille Miglia Classic, che adottano gli stilemi estetici delle vetture d’epoca partecipanti alla competizione tra il 1927 e il 1940, e le versioni Mille Miglia GTS, che riprendono le caratteristiche delle auto del periodo compreso tra il 1941 e il 1957.

Per celebrare il novantesimo anniversario della prima gara, Chopard ha voluto creare un cronografo che potesse fare la storia, il Mille Miglia Classic XL 90th Anniversary, in edizione limitata a soli 90 esemplari. Presentato a Baselworld 2017, ha la cassa da 46mm in oro rosa massiccio; quadrante bianco a tre contatori, con la consueta scala tachimetrica inserita all’interno del quadrante.

Il retro si distingue per l’incisione che riporta la dicitura “90 Anniversary Limited Edition”, il consueto logo Mille Miglia e lo splendido movimento a vista. Ed è proprio il movimento ad essere il fulcro di questo segnatempo. A muovere le lancette è il prezioso L.U.C Calibre 03.07-L a carica manuale, preso in prestito dalla Collezione d’alta orologeria L.U.C. Il movimento, dunque, è un cronografo flyback composto da 300 parti e 45 rubini e caratterizzato da una frequenza di 28,800 alternanze l’ora e da una riserva di carica di 60 ore.

Il prezzo? Ammesso che riusciate ad accaparrarvi uno dei 90 esemplari prodotti, il costo del Mille Miglia Classic XL 90th Anniversary è alto, in linea con l’esclusività della “gara più bella del mondo”, € 38.420.

Se doveste trovare il prezzo un po’ troppo inaccessibile, potreste “ripiegare” sui nuovi Mille Miglia Classic Chronograph. Anch’essi presentati a Baselworld 2017, sono una rivisitazione del classico cronografo della casa Svizzera e vengono proposti in versione sia maschile che femminile, pensati per le coppie che condividono i 1.600 chilometri della Brescia-Roma-Brescia.

Il Mille Miglia Classic Chronograph da donna, che si ispira largamente alla segnatempo maschile, offre un look più adatto al pubblico femminile, impiegando materiali come la madreperla per il quadrante, cinturino bianco in caucciù, diamanti sulla lunetta e una cassa sottile di diametro più contenuto da 39mm. È anche disponibile una versione con la lunetta liscia in acciaio. Il prezzo di listino per la versione con diamanti è di 11.730 euro, mentre è di 4.630 euro per la versione più semplice.

La versione maschile del Mille Miglia Classic Chronograph 2017 è proposta con una cassa da 42 mm di diametro, e l’invariata scala tachimetrica per calcolare la velocità media. Se in linea generale i modelli 2017 hanno mantenuto il design invariato, con i numeri ispirati ai cruscotti delle auto da competizione degli anni ’20, il cinturino in caucciù che ricorda i battistrada Dunlop degli anni ’60, sono i dettagli a cambiare.

Il quadrante vede il logo “Mille Miglia” spostarsi dal contatore desto a sotto il marchio, la corona di carica ha acquisito una dentellatura con sezione maggiore e, passando al retro, protetto dal vetro che lascia vedere il movimento, viene riproposto il logo originale Mille Miglia, inciso all’interno della freccia rossa. Il quadrante, per la sola versione maschile, è disponibile in nero o argento. Il prezzo di listino è di 4.830 euro.

Ultima novità di Chopard, ma non per importanza, è il modello Mille Miglia 2017 Race Edition, modello a tiratura limitata a 1000 esemplari. Ciò che salta subito all’occhio è la cassa da 44 mm di diametro, con pulsanti a pompa che si ispirano ai motori, l’ampia corona scanalata che ricorda il tappo della benzina e la lunetta con inserto in alluminio che riporta la scala tachimetrica. Il quadrante argenté è realizzato con la tecnica del bouchonnage, con un forte richiamo alle vetture da competizione d’epoca. Il fondello, a differenza degli altri modelli, non ha il movimento a vista ma riporta, inciso nell’acciaio, il logo della kermesse automobilistica su uno sfondo a scacchi.

Redazione http://www.automoto.it

Gentlemen, Start Your Engines: Chopard Rolls Out its Mille Miglia 2017 Race Edition

As it has since 1988, when it partnered with the world-famous Mille Miglia classic car rally as official timekeeper, Chopard is launching a special limited-edition Mille Miglia watch with distinctive automobile-inspired details. Here’s the scoop on the Chopard Mille Miglia 2017 Race Edition, launched during Baselworld.

The Chopard Mille Miglia 2017 Race Edition


This year’s watch — limited to 1,000 pieces, is notable for its engine-turned dial finish, chronograph counters inspired by vintage car dashboards, chrono pushers influenced by car engines, and large, fluted crown resembling a fuel cap. Like all Mille Miglia special editions since 2015, when the collection was reinvented by Chopard as Mille Miglia GTS (Gran Turismo Sport), it contains a COSC-certified chronometer movement and bears vintage style elements drawn from a specific automotive era, namely that of the cars that competed in the famous rally — which Enzo Ferrari once called “the world’s most beautiful race” — between 1940 and 1957.

The tachymeter scale bezel insert is in aluminum; the crown resembles a fuel cap.


The steel case is 44 mm in diameter, 13.79 mm thick, and water-resistant to 100 meters. In addition to the aforementioned automotive details on the pushers, crown, and dial, the watch features a tachymeter bezel with an aluminum insert — the tachymeter scale being a useful indication for rally car drivers in measuring their average speed at a glance, and a detail also popular even with non-racecar-driving chronograph fans. This silver-toned dial — its traditional engine-turned motif composed of tiny overlapping circles and evoking the look of a classic car dashboard — hosts broad, baton-type hour and minute hands and applied hour-markers treated with Super-LumiNova. The font on the galvanic-treated, snailed counters brings to mind those on dashboard instruments of the golden age of racing. Bright red accents — the Mille Milgia logo, the central sweep-seconds hand, and the chronograph hand — contrast appealingly with the dial.

Chopard Mille Miglia 2017 Race Edition – back
The caseback features an engraved checkered flag.


Every rally car — and every watch — needs a good engine, and the one inside the Mille Miglia 2017 Race Edition is a chronometer-certified, self-winding mechanical movement with a 28,800-vph balance frequency, 25 jewels, and a 48-hour power reserve. This high-performance mechanism is secured behind a solid steel caseback, fastened by eight screws and engraved with a rendering of the famous checkered flag that is waved when a car crosses the finishing line, along with the arrow-shaped Mille Miglia logo and the inscription “Mille Miglia 1927-2017” and the watch’s limited edition number.

The case’s short, streamlined lugs integrate snugly with the black rubber strap, which, in a final stylistic nod to classic car racing, is enhanced with a 1960s Dunlop racing tire-tread motif. The watch, which will be priced at $6,840, is secured to the wrist by a steel folding clasp.


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26 marzo 1927: così 90 anni fa iniziava il mito della Mille Miglia

Aymo Maggi, Franco Mazzotti, Renzo Castagneto, Giovanni Canestrini


La più famosa corsa su strada del mondo prendeva il via esattamente 90 anni fa in un clima di grande ottimismo per il rilancio dello sport automobilistico in Italia e nella città di Brescia. Quel 26 marzo fu l’epilogo di una gestazione piuttosto rapida, animata dai quattro noti organizzatori: Maggi, Mazzotti, Castagneto e Canestrini. Ecco come nacque la gara che tutti ci invidiano.

La mattina del 26 marzo 1927 – precisamente alle 8.00 del mattino – una Isotta Fraschini 8.0 litri pilotata dal Conte Aymo Maggi e da Bindo Maserati, uno dei fratelli dell’omonima azienda, è la prima automobile a prendere il via da Viale Venezia a Brescia nella prima edizione di una nuova competizione automobilistica. L’obbiettivo è puntare verso Roma passando per Firenze e, invertita la marcia, risalire verso il traguardo della Leonessa d’Italia passando per Bologna.

Il conte Maggi, gentleman driver di aristocratiche ascendenze, ha un interesse più che diretto nella corsa essendone uno degli organizzatori con altri tre personaggi della scena automobilistica del tempo: Franco Mazzotti, Giovanni Canestrini e Renzo Castagneto. Come avevano fatto i quattro intraprendenti personaggi a creare una corsa che, da subito, si sarebbe trasformata in un appuntamento irrinunciabile per chiunque aspirasse alla gloria motoristica? Si deve partire da più lontano.

FINE ANNI 10, INIZIO ANNI 20: SITUAZIONE DIFFICILE PER TUTTI
Il 19 gennaio 1919 la Conferenza di Parigi aveva aperto la spartizione dell’Europa tra vincitori e vinti della Grande Guerra. Il tributo pagato dall’Italia era stato enorme, con oltre 600.000 vittime. Ma il Bel Paese, benché vittorioso, non usciva soddisfatto dal conflitto, tant’è che Gabriele D’Annunzio, il più autorevole interprete del sentimento nazionale, parlando di “vittoria mutilata” andò a riprendersi la città di Fiume, assegnata alla Jugoslavia.
Viene sconfitto (la città sarebbe comunque diventata italiana quattro anni dopo) ma il suo gesto ottiene il non indifferente risultato di instillare negli italiani un forte sentimento di ardimento. Gli fa eco una nuova spinta futurista che, decidendo di sposare le istanze del nuovo movimento fascista, apre all’azione e al tentativo di rinnovamento in tutti i campi (da quello politico a quello economico, da quello culturale a quell’industriale). D’altra parte il le fortissime agitazioni che scuotono il Paese a cavallo delle due decadi – segnate da una serie innumerevoli di scioperi – agita gli animi delle classi più disagiate alla disperata ricerca di un tenore di vita decoroso.

I BRESCIANI E IL LORO ENTUSIASMO
I giovani bresciani Aymo Maggi, Franco Mazzotti e Renzo Castagneto vivono quest’epoca tumultuosa nella fredda atmosfera dell’universo automobilistico, con infrastrutture stradali scadenti, competizioni in crisi (l’unico vero evento era la 24 Ore di Le Mans, nata nel 1923) e Brescia in uno stato di decadenza. La città e il suo territorio erano stati la culla, fino all’inizio degli Anni 20, di molte manifestazioni automobilistiche ma la costruzione della pista di Monza aveva spostato lo scenario sportivo sull’industriosa Milano.

2 DICEMBRE 1926: SI DECIDE LA MILLE MIGLIA
Il 2 dicembre del 1926 i tre personaggi si incontrano a Milano in casa del giornalista Giovanni Canestrini, uno dei padri del giornalismo automobilistico italiano. Canestrini scriveva: “Discutevamo alla ricerca della soluzione della crisi dell’automobilismo; c’era poco da stare allegri. Bisognava fare qualcosa per lo sport, e soprattutto per lo sport italiano”. “C’era la necessità di creare qualcosa di nuovo e sensazionale – sosteneva Aymo Maggi – “per scuotere il mondo dell’ automobilismo dal torpore e ricordare le nostre tradizioni sportive”.

Ma, soprattutto, i tre bresciani puntano a ridare alla loro città l’importanza automobilistica che Milano ha offuscato. È necessario organizzare “una gara di gran fondo, dunque su strade aperte al traffico, non per vetture speciali da corsa, ma per le vetture della costruzione corrente, una gara infine che oltre al suo contenuto ideale avesse uno scopo pratico ed un significato immediato, sia dal punto di vista tecnico che da quello sportivo”. Canestrini descrive minuziosamente lo spirito di ognuno e ne evidenzia la sfumatura del carattere che ben si addice a quell’entusiasmo.

Franco Mazzotti, da poco ritornato dagli Stati Uniti, era ancora sotto l’impressione dell’enorme diffusione e del predominio dell’automobilismo nella vita d’Oltreoceano e, nel suo giovanile entusiasmo, sembrava assillato da un’idea: fare altrettanto in Italia, fare qualcosa che avvicinasse il popolo all’automobile, trovare la manifestazione che richiamasse quelle enormi falangi di pubblico che aveva visto sui ‘track’ americani”. Aymo Maggi era «dominato dalla passione per il suo sport preferito, non sognava che la gara ‘monstre’, che fosse diversa dalle solite». Castagneto “coltivava un progetto lungamente accarezzato, ritornare alla luminosa tradizione bresciana”.

Canestrini parla di quell’incontro fatidico del due dicembre, epilogo di numerose discussioni avute nei giorni precedenti: “Mi par di ieri la riunione tenuta nel mio studio, nella quale con Mazzotti, Maggi, Castagneto concretammo e battezzammo questa manifestazione che doveva – fin dalla prima edizione – assurgere ai fastigi della celebrità e conquistare l’animo delle folle.
Fu una riunione brevissima. Puntavamo tutti allo stesso scopo, con pari entusiasmo e la stessa fede. Io sapevo di interpretare sicuramente gli intendimenti della Gazzetta dello Sport e i sentimenti di Emilio Colombo e di Cesare Fanti […].
Ma quale gara poteva in quel momento scuotere l’ambiente, interessare case e costruttori? Si pensò ad una ripresa del Circuito di Brescia, idea presto scartata perché c’erano da rifare impianti e strade e poi, fatto questo, non si creava nulla di nuovo e difficilmente le case avrebbero aderito ad una forma di gara già decaduta. Inoltre tutti avevamo fretta di concretare subito.
“Se facessimo un giro d’Italia?” Troppo lungo, troppo difficile. “Una Brescia-Roma-Brescia?” S’era sulla strada giusta. Roma e Brescia: due nomi simbolici. L’automobilismo italiano con questa manifestazione che voleva essere l’inizio di una riscossa, di una vitalità nuova, avrebbe idealmente collegato la terra di Augusto Turati – al quale si doveva la rinascita sportiva italiana – alla capitale donde il Duce irradiava la sua volontà realizzatrice”.

IL NOME PERFETTO
È ancora Canesterini a descrivere quei momenti storici: “Fu ancora Franco Mazzotti a chiedere: “Quanto è lungo il percorso?” “1600 km”. “Cioè 1000 miglia – osservò Mazzotti fresco dal suo viaggio americano (la famosa spedizione dell’Aeronautica Italiana con Italo Balbo, N.d.A.) – E allora perché non Coppa delle Mille Miglia?” Il nome piacque a tutti.
Qualcuno obbiettò che quel riferimento al sistema di misurazione inglese poteva suonare male agli orecchi di qualche zelante gerarca. “Niente affatto”, ribattei, “i romani misuravano le loro distanze in miglia, siamo perciò nella tradizione romana”. E fummo tutti d’accordo. La Mille Miglia era ufficialmente nata! Il 4 dicembre ne davo per primo l’annuncio sulla Gazzetta dello Sport”.
Nel frattempo Franco Mazzotti fu nominato Commissario della manifestazione e Renzo Castagneto Direttore di Corsa e Segretario della gara. A Giovanni Canestrini il ruolo di tecnico, a Aymo Maggi “l’ingrato” compito di essere il primo a partire!”.

La notizia non viene accolta con grande entusiasmo. Tutt’altro: tra detrattori, contrari e catastrofisti il pubblico che non nutre speranze sulla riuscita dell’iniziativa sono molti. Ciononostante lo scoraggiamento non intacca minimamente gli organizzatori. I quali, anzi, possono contare sull’aiuto di personaggi importanti e decisivi, sia dal punto di vista della comunicazione, sia – ancora più importante – della politica attraverso l’appoggio morale di Augusto Turati, segretario del Partito Nazionale Fascista.

Nella seconda metà di gennaio, presso la sede del neonato Automobil Club di Brescia iniziano ad arrivare le prime iscrizioni. Frattanto Mazzotti e Alfredo Giarratana, all’epoca Direttore del Popolo di Brescia, eseguono una approfondita perlustrazione del tracciato a bordo di una Isotta Fraschini (otto giorni in tutto!) per rodare la macchina organizzativa, predisporre i controlli, allestire le segnalazioni del percorso e preparare gli uomini al controllo delle auto di passaggio.

Il 15 febbraio la CSAI approva il regolamento di gara ma si crea uno scontro sul problema della media oraria. Inizialmente la CSAI vieta di iscrivere auto con cilindrata inferiore a 750 cc ma il giorno 22 marzo, quattro giorni prima della partenza, la disposizione cade.

E, finalmente, arriva il 26 marzo 1927. Alle 8.00 precise parte la prima di 77 automobili iscritte. Per la cronaca, vincono Minoja e Morandi a bordo di una OM 665 S ‘Superba’ in 21 ore, 4 minuti e 48 secondi, alla media di 77,2 km/h. È l’inizio di un’altra grande storia.

http://ruoteclassiche.quattroruote.it/ Alvise-Marco Seno

Mille Miglia, un viaggio lungo novant’anni

Novant’anni fa la partenza da Brescia della prima Mille Miglia sotto lo striscione dell’Aci di Brescia

Celebrare i novant’ anni della Milla Miglia, festeggiare al tempo stesso i novant’anni dell’Automobil Club di Brescia: due appuntamenti cardine per la nostra città, due realtà che, insieme, determinano lo sviluppo del marchio bresciano per eccellenza, quella Freccia Rossa che negli anni si è trasformato da corsa straordinaria in un brand con un appeal di rilevanza sempre più internazionale.

Bresciaoggi, insieme ad Aci Brescia, 1000 Miglia srl e Museo della Mille Miglia, ha voluto celebrare adeguatamente un anniversario così significativo per la nostra città e per gli amanti dei motori: nove inserti che, a partire da domenica, con cadenza mensile, racconteranno la storia della corsa più bella del mondo attraverso i vincitori, le macchine, gli aneddoti e, perché no, anche le curiosità che hanno riempito le pagine dell’epoca. Un’occasione per rivivere una vera e propria epopea che ha accompagnato l’intero paese. Ma siccome la Mille Miglia, nel corso dei suoi novant’anni, è stata al tempo stesso testimone anche del cambiamento della città, in ogni inserto saranno riproposte alcune foto della Brescia dell’epoca cercando di fare luce sulla mobilità del tempo. Un «passaggio» possibile grazie alla collaborazione di Aci Brescia che attraverso gli archivi del Pra ha già regalato alcune chicche per il primo numero in uscita domenica: sarà possibile quindi scoprire la prima auto immatricolata in provincia di Brescia oppure il nome della prima macchina agricola iscritta al registro pubblico. Registrazioni un tempo degne di poca nota ma che oggi, a distanza di molti anni, assumono i contorni dei fatti storici.

PER I LETTORI di Bresciaoggi sarà una grande opportunità: ogni inserto potrà essere staccato e conservato così da avere, mese dopo mese, la storia della corsa più bella del mondo abbinata alla crescita di una città che come la Mille Miglia si è nel tempo affermata anche a livello internazionale distinguendosi in diversi ambiti.

Non sarà difficile così scorgere le imprese di Tazio Nuvolari, oppure riscoprire la leggenda di Giannino Marzotto, oppure ancora riassaporare le imprese di OM e Ferrari, case automobilistiche italiane così diverse ma indissolubilmente legate alla Mille Miglia.

Un viaggio lungo nove mesi che porterà il lettore al terzo millennio, quello della Mille Miglia odierna che i bresciani continuano ad amare da un punto di vista privilegiato: ogni ultima domenica del mese, Bresciaoggi regalerà un pezzo di storia, di Brescia e della corsa più bella del mondo.

Redazione web Bresciaoggi, Daniele Bonetti

Dopo 9 anni torna la Mille Miglia


MANTOVA. La Mille Miglia, giunta alla novantesima edizione, passerà per Mantova domenica 21 maggio. A partire dalle 11 è in programma il controllo orario in piazza Sordello. La più celebre corsa per automobili d’epoca proseguirà poi il suo percorso verso il traguardo di Brescia. L’evento è stato presentato in municipio. Presenti il sindaco Mattia Palazzi, l’assessore a Iacopo Rebecchi, il vice presidente del Comitato operativo Giuseppe Cherubini e il presidente del Comitato operativo Ferrari Tribute Giampaolo Bellussi.[/caption]

La Mille Miglia torna a Mantova: l’arrivo dell’edizione 2016
La Mille Miglia quest’anno farà il suo ritorno in centro a Mantova (una tappa è prevista anche a Canneto sull’Oglio) ecco dal canale YouTube ufficiale della manifestazione l’ultima tappa del 2016.

«Sarà mantenuta la formula ripartita su quattro tappe – ha detto Cherubini – parteciperanno 450 concorrenti provenienti da 41 nazioni, 35 dei quali arriveranno dal Giappone». «Torna a Mantova dopo nove anni la più bella corsa del mondo – ha aggiunto Palazzi -. E’ un evento di grande richiamo».

A spiegare il percorso cittadino è stato il comandante della polizia locale Paolo Perantoni. Le auto arriveranno da Parma, quindi passeranno sul cavalcavia, imboccheranno corso Vittorio Emanuele, corso della Libertà, piazza Martiri di Belfiore, via Roma, via Broletto e giungeranno in piazza Sordello. In corso Vittorio Emanuele è prevista una inversione del senso di marcia per i lavori di riqualificazione che per l’occasione sarà in entrata. Il 20 maggio, in centro, ci saranno una serie di eventi di animazione aspettando il passaggio delle vetture.

Redazione gazzettadimantova.it